Frédéric Martel

Sodoma

Feltrinelli

Il Vaticano è una delle comunità con la più alta concentrazione di omosessuali al mondo. Molti cardinali e prelati che officiano nella curia – la maggior parte di quelli che si riuniscono in conclave sotto gli affreschi della Cappella Sistina dipinti da Michelangelo, una delle scene più grandiose della cultura gay, popolata da corpi virili e circondata dagli Ignudi – sono omosessuali. È necessario gettare luce su un sistema costruito, dai più piccoli seminari al Sancta santorum – il Collegio cardinalizio –, sia sulla doppia vita omosessuale sia sull’omofobia più feroce. Non si tratta di fare il nome di quel cardinale apparso in pubblico sul balcone della Loggia e coinvolto in un caso di prostituzione rapidamente messo a tacere, né di quell’altro cardinale francese che per lungo tempo ha avuto un amante anglicano in America. In un’inchiesta durata quattro anni, Frédéric Martel ha rivelato il sistema creatosi attorno alla vita intima dei sacerdoti, alla loro fragilità e alla loro sofferenza legata al celibato forzato, per capire le origini del loro segreto e il loro modo di viverlo all’interno della comunità. Se si ignora questa dimensione relativa all’omosessualità, ci si priva di un elemento decisivo per comprendere gran parte dei fatti che hanno segnato la storia del Vaticano degli ultimi decenni, fino all’attuale opposizione interna a papa Francesco. Esiste una regola non scritta che si applica quasi sempre a Sodoma: più un prelato è omofobo, più è probabile che sia lui stesso omosessuale.

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